“Ex libris” del p. maestro Raimondo Francesco Adami (dalla sua biblioteca)
Il padre maestro Raimondo Francesco Adami nacque a Livorno nel 1711 e vestì l’abito dei Servi di Maria alla SS. Annunziata di Firenze nel 1729. Ebbe vita lunga (morì nel 1792 nel suo convento e non a Livorno come si trova in alcuni scritti) e conseguì lodi e notorietà, distinguendosi nell’ordine e in città in quanto – così il padre Costantino Battini onorò il suo maestro – fu “pronto, eloquente, vivace, e ornato della più scelta erudizione, e di un purgato giudizio e discernimento per farne uso.
Quindi ne avveniva che godeva dell’amicizia di molte persone culte della sua età, e di tutti quelli eruditi che avevano potuto conoscerlo.
Né solamente i dotti ma le persone grandi lo decorarono della loro famigliarità e confidenza. Fu insomma un soggetto che si rese il decoro della Religione nostra e il lustro della sua casa” (v. il mio I fatti del Giansenismo toscano ... e tale citazione ripetuta nell’articolo del 2023: Padre Raimondo M. Adami dell’Annunziata nelle “Efemeridi” di Giuseppe Pelli.
Esponente di spicco nel movimento illuministico fiorentino e coraggioso polemista, l’Adami dette vita sia pur in modo discontinuo tra 1742 e 1762 al Giornale de’ Letterati, divulgando le nuove istanze culturali francesi e inglesi ma restando nell’ambito del cristianesimo e della fedeltà alla Chiesa.
Lettore di filosofia e poi reggente di Studio alla SS. Annunziata (1738-43), priore del convento (1761-63), provinciale di Toscana (1749-52), professore titolare di teologia dogmatica all’Università di Pisa (1749-89) e priore generale del suo ordine (1768 -74), si distinse anche per la sua passione di collezionista d’arte, di numismatica e antiquaria.
Fornì la biblioteca della SS. Annunziata di incunaboli ed edizioni rare. Raccolse, conservandoli nelle sue stanze private e dal 1788 in un museo sacro nella biblioteca, preziosi dipinti e monete che vennero dispersi al tempo dell’occupazione francese, venduti e/o trasferiti alla Galleria dell’Accademia di Firenze.
La sua appassionante attività di raccolta fu nota e commendata a Firenze, come scrisse ancora il Pelli: “Arricchì assaissimo, ed ordinò la libreria del suo convento, e da generale si pose a raccogliere medaglie, e monete delle quali una piuttosto ricca collezione ha collocata con altre cose in due gabinetti di nuovo fabbricati a canto a detta libreria”.
Non sono molti gli studi dedicati alle suddette collezioni a causa della loro precoce dispersione e del difficile tracciamento documentario anche al tempo dell’acquisto effettuato dal padre Adami.
Per quanto riguarda i libri rari della biblioteca, un aiuto alla loro individuazione si trova nei moderni cataloghi della Biblioteca Nazionale Centrale e della Biblioteca Marucelliana di Firenze, dove sono conservati.
In particolare, veniamo a conoscenza della proprietà del dotto padre dei Servi grazie a lui medesimo, cioè quando si trova nel frontespizio o in altra parte delle pagine il suo timbro e a volte quello della biblioteca del convento (cfr. le fotografie).
Seguendo questa forte ‘impronta’, abbiamo pertanto fatto una ricerca mirata che ha interessato per ora solo i cataloghi della Biblioteca Nazionale. È senza ambizioni di completezza e ci riserviamo di aggiornarla in un articolo dedicato.
La presentiamo sotto la forma di elenco in ordine cronologico.
Come si può vedere, si tratta di preziosi incunaboli stampati da tipografie veneziane, fiorentine o estere, ‘figlie’ ideali dell’inventore Gutenberg (1440). Datano quasi tutti alla seconda metà del quattrocento e hanno per argomento materie cristiane, classiche o anche di astronomia e di medicina:
– Confessionale: Omnis mortalium cura [in italiano] Specchio di coscienza; Trattado dell’excommunicazione; Li dieci comandamenti; Thomas Aquinas: Orazione la quale diceva quando andava a celebrare; Orazione che si fa dopo la comunione; Credo volgare in rima, di Sant’Antonino arcivescovo di Firenze, per la tipografia di Baldassarre Azzoguidi, Bologna 1472.
– In aureos versus Pythagorae opusculum (tr: Giovanni Aurispa) di Ierocle, tipografia di Bartolomeo de Valdezocco, Padova, 1474.
– Quadriga spiritualis [in italiano] Quadriga spirituale, di Niccolò da Osimo, tipografia di Baldassarre Azzoguidi, Bologna 1475.
– Quaestiones super libris De anima Aristotelis, di Alfonso de Vargas, tipografia di Niccolò di Lorenzo, Firenze 1477.
– Epigrammata (Comm. Domizio Calderini), di Marziale, tipografia del Marziale, Venezia 1480.
– Biblia pauperum, di Nicola de Hanappes, tipografia di Georgius Walch, Venezia 1480.
– Chronicon (tr. San Girolamo), con ulteriori aggiunte di Mattia Palmieri Pisano (Johannes Lucilius Santritter) di Eusebio di Cesarea, tipografia di Erhard Ratdolt, Venezia 1483.
– Regola della vita spirituale - Regola della vita matrimoniale, di fra Cherubino da Siena, tipografia di San Iacopo a Ripoli, Firenze 1483.
– De institutione arithmetica, di Boezio, tipografia di Erhard Ratdolt, Augusta 1488.
– Epistolae in Cardinalatu editae, di papa Pio II, tipografia di Eucario Silber, Roma 1489.
– Historia naturalis (Filippo Beroaldo) di Plinio il Giovane (sic), tipografia di Tommaso de Blavis, Venezia 1491.
– De potestate et sapientia Dei (Marsilio Ficino), di Ermete Trismegisto, tipografia di Massimo Butrici, Venezia 1491.
– Thesaurus pauperum. Tesoro de poveri (Zucchero Bencivenni), di papa Giovanni XXI, tipografia di Antonio Miscomini, Firenze 1492.
– Scala paradisi. Sermo ad pastorem [in italiano], di Giovanni Climaco, tipografia di Cristoforo de Pensi, Venezia 1492.
– Astrolabium di Johann Engel, tipografia di Johann Emerich, Venezia 1494.
– Rationale divinorum officiorum (Giovanni Luigi Toscano), di Guglielmo Durand, tipografia di Hermann Lichtenstein, Vicenza 1494.
– Comoediae (Giorgio Merola e Eusebio Scutario), di Tito Maccio Plauto, tipografia di Matteo Capcasa, Venezia 1495.
– Tractatus ad status fratrum Jesuatorum confirmationem, di Antonio Corsetti, tipografia di Giovanni e Gregorio de Gregori, Venezia 1495.
– Modus bene vivendi [in italiano], di San Bernardo di Chiaravalle, tipografia di Iacopo Regazzoni, Venezia 1497.
– Epigrammata, elegiae et genethliacum urbis Romae, di Domizio Palladio, tipografia di Giovanni Battista Sessa, Venezia 1498.
– Tractatus contra perfidiam aliquorum Bohemorum, di Hilarius Litomerický, tipografia di Georg Husner, Strasburgo 1505.
Paola Ircani Menichini, I maggio 2026. Tutti i diritti riservati.
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